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Codice di autodisciplina

Istituto Italiano Alimenti Surgelati

Codice di autodisciplina per la movimentazione e la commercializzazione degli alimenti surgelati in Italia

Ottobre 1993

Che cosa è l'Istituto Italiano Alimenti Surgelati

L'Istituto Italiano Alimenti Surgelati (I.I.A.S.), costituitosi nel 1963 al momento del decollo dei consumi di surgelati in Italia, ha ottenuto il riconoscimento della personalità giuridica con D.P.R. 11 ottobre 1983, n° 1281.

Il suo ruolo istituzionale consiste nella tutela e valorizzazione dell'immagine dei prodotti surgelati, nel promuovere corretti princìpi nella tecnica di surgelazione, nonché di conservazione e distribuzione dei prodotti surgelati sino al consumatore finale.

L'obiettivo fondamentale dell'Istituto è quello di favorire la crescita dei consumi di alimenti surgelati in Italia, anzitutto attraverso una costante, corretta e completa informazione del consumatore circa le valenze positive di questi prodotti.

A tal fine l'Istituto:
  • divulga ogni notizia utile alla migliore comprensione dei vantaggi offerti dai prodotti surgelati, attraverso i media tradizionali ed un permanente "Filo Diretto" con tutti gli operatori dell'informazione interessati;
  • assume iniziative finalizzate al miglioramento del costume alimentare ed in tale linea promuove convegni e partecipa a manifestazioni e rassegne nel campo alimentare, assiste e coadiuva nel generale interesse l'opera educativa svolta dall'Amministrazione Pubblica, dalle scuole, dagli organi di informazione e da altre Istituzioni scientifiche o economiche;
  • realizza pubblicazioni, materiale audiovisivo, ecc., quale documentazione sui principali aspetti della surgelazione;
  • promuove progetti di ricerca e/o sperimentazione sui prodotti surgelati e le relative tecniche;
  • pubblica regolarmente le sue "Raccomandazioni", allo scopo di fornire linee guida agli operatori interessati alla produzione, alla logistica, alla distribuzione e vendita di prodotti surgelati;
  • fornisce sistematiche informazioni su rilevanti aspetti del mondo della surgelazione attraverso i suoi "Rapporti", fra i quali va ricordato quello ormai tradizionale che annualmente analizza l'andamento dei consumi dei prodotti surgelati in Italia, confrontandoli con quelli di altri Paesi.

Inoltre l'Istituto presta la propria collaborazione alle Amministrazioni di Governo centrale e regionale, alla Commissione della Comunità Europea in occasione della emanazione di norme per la produzione, conservazione e distribuzione di alimenti surgelati, nonché mantiene rapporti attivi con le Istituzioni corrispondenti di altri Paesi, con l'obiettivo di promuovere a livello internazionale le più corrette procedure di produzione, commercializzazione e utilizzo di alimenti surgelati.

Codice di autodisciplina per la movimentazione e la commercializzazione degli alimenti surgelati in Italia

a cura dell'Istituto Italiano Alimenti Surgelati

Introduzione

La qualità eccellente degli alimenti surgelati può essere assicurata sino al consumatore finale se tutti gli operartori coinvolti dedicheranno particolare attenzione ai seguenti fattori:

  • alta qualità intrinseca della materia prima impiegata;
  • corretto trattamento delle materie prime;
  • adeguato confezionamento del prodotto finito;
  • mantenimento di una temperatura sufficientemente bassa (solo per brevi periodi - che sono inevitabili - è possibile raggiungere ma non superare i -15° C);
  • movimentazione del prodotto attraverso la catena del freddo nel rispetto sequenziale della data di durabilità minima.

L'Istituto Italiano Alimenti Surgelati propone un compendio di corrette procedure che, nel rispetto delle norme legali, hanno l'obiettivo di mantenere la migliore qualità intrinseca degli alimenti surgelati, condizione necessaria per la ulteriore crescita dei consumi nel nostro Paese.

Articolo 1

Materie prime destinate alla surgelazione.

La surgelazione conserva sostanzialmente la qualità di partenza, quindi vanno surgelate solo materie prime sane ed integre ad uno stadio di maturità e freschezza ottimale.

Per i prodotti composti, la necessaria freschezza degli ingredienti richiesta dalla legge va identificata con le constatate buone condizioni di conservazione.

Il processo di surgelazione deve essere eseguito con tecniche appropriate e tali da minimizzare le modificazioni fisiche, chimiche e microbiologiche degli alimenti da surgelare. Questo obiettivo si ottiene superando la zona di massima cristallizzazione nel più breve tempo possibile (vedi Raccomandazione I.I.A.S. n. 010/90 "Tempi massimi del processo di surgelazione").

All'uscita dell'impianto di surgelazione il prodotto deve essere esposto il meno possibile all'umidità e alle alte temperature e posto - confezionato o comunque in imballaggio protettivo - il più rapidamente possibile nella cella frigorifera dello stabilimento per un periodo adeguato ad ottenere la stabilizzazione termica a -18° C.

Articolo 2

Confezionamento e identificazione del prodotto

Gli imballaggi primari (astucci, buste, barattoli etc.) e quelli secondari (scatole di cartone o film retraibile) devono essere di idonea qualità, in modo da prevenire contaminazioni, assicurare l'integrità del prodotto durante il trasporto e la conservazione e minimizzare la disidratazione.

Gli imballaggi primari devono essere inoltre conformi alla legislazione vigente per il materiale che viene a contatto con gli alimenti.

Gli elementi dell'etichettatura sull'imballaggio destinato al consumatore finale sono ricordati nell'allegato 1.

Sugli imballaggi secondari è utile apporre una codificazione adeguata per una efficace identificazione della partita; l'identificazione e la memorizzazione nella gestione del magazzino del pallet e/o del carico, importante per una corretta movimentazione dei magazzini.

Articolo 3

Apparecchiature dei magazzini frigoriferi

Ciascun magazzino frigorifero deve essere dotato di adeguati compressori di fluidi criogeni idonei ad assicurare, con le massime temperature esterne previste dalla zona climatica e in condizioni di riempimento massimo, il mantenimento della temperatura dell'aria al suo interno pari o inferiore a -22° C.

Il magazzino frigorifero dovrebbe essere dotato di efficaci sistemi di sbrinamento rapido e di anticella; deve inoltre essere dotato di termoregistratori, i cui terminali sensibili devono essere posti in modo da riportare correttamente la temperatura media dell'aria.

La raccolta delle registrazioni delle temperature deve essere conservata almeno per un anno.

Articolo 4

Procedure di movimentazione in magazzino

La cella frigorifera deve consentire l'ingresso di alimenti surgelati conservati correttamente a una temperatura non superiore a -18° C.

Quando il prodotto è ricevuto ad una temperatura superiore a -15° C il proprietario della merce deve essere immediatamente avvertito per concordare le misure più appropriate.

La collocazione dei pallets in cella dovrebbe essere codificata e memorizzata per un facile reperimento della partita.

La movimentazione in e out dovrebbe avvenire con tempestività attraverso le aree di carico e scarico, con l'obiettivo di minimizzare l'esposizione all'umidità, alle alte temperature e alle condizioni avverse.

I prodotti non dovrebbero sostare nelle aree sottostanti le superfici di accumulo del ghiaccio; ove non fosse possibile, devono essere protetti da eventuali gocciolamenti dovuti a sbrinamenti.

L'assemblaggio degli ordini deve avvenire il più rapidamente possibile, se non svolto in ambiente a -18° C.

Ogni volta che sia possibile, le operazioni di assemblaggio degli ordini e pallettizzazione dovrebbero essere svolte in ambienti a temperatura controllata (si consiglia di non superare + 10° C) per evitare il deterioramento della qualità e la perdita di energia (e quindi di denaro) e comunque in modo che la temperatura al cuore del prodotto non superi i -18° C.

Il prodotto va immagazzinato su pallet o altro supporto e non appoggiato alle pareti onde permettere la circolazione dell'aria.