I consumi
(Le tabelle dei consumi sono presenti a conclusione dei testi di commento, scaricabili solo previa registrazione gratuita).
LE LINEE DI TENDENZA DEI CONSUMI ALIMENTARI IN ITALIA NEL 2010
Nel 2010 i consumi alimentari hanno evidenziato una lieve battuta d'arresto facendo registrare, rispetto al 2009, un decremento dei volumi di acquisto delle famiglie italiane pari a circa lo 0,6%. La spesa alimentare domestica ha rappresentato, in media, il 19% di quella totale per un totale di circa 143 miliardi di euro (475 euro a famiglia), mentre quella extradomestica si è attestata intorno ai 69 miliardi di euro. Un'analisi delle dinamiche di prezzo dei prodotti alimentari negli ultimi anni evidenzia incrementi nettamente inferiori rispetto ad altre tipologie di prodotti e servizi del Paese. Il forte ridimensionamento generale dei capitoli di spesa del consumatore, imputabile alle forti turbolenze finanziarie degli ultimi due anni e mezzo, non sembra aver intaccato a fondo le opzioni d'acquisto della spesa alimentare delle famiglie italiane, ma piuttosto ha contribuito a modificarle, concretizzando una tendenza già in atto negli ultimi anni che promuove comportamenti di acquisto più attenti alle promozioni e al rapporto qualità – prezzo degli alimenti.
Avendo presenti queste tendenze generali vediamo quelli che sono i principali fattori socio – economici e demografici alla base dei cambiamenti del consumo alimentare in Italia e che ne determineranno un'ulteriore evoluzione nel medio termine: l'affermarsi di famiglie mononucleari e single con nuovi stili di vita, l'invecchiamento globale della società, l'avanzata della multietnicità.
Questi trend – in testa a tutti la forte presenza di single ed il diffondersi di un nuovo modello familiare - stanno provocando un cambiamento nelle abitudini alimentari, che si indirizzano verso un maggior consumo di alimenti fuori casa e verso opzioni di cibi ricettati e in monodose; il netto affermarsi di tale composito stile di vita, originato da ritmi molto frenetici, dall'inserimento sempre più incisivo della donna nel mondo del lavoro, dal minor tempo libero disponibile e dal diffondersi di piccoli e successivi break nel corso della giornata alimentare ha fortemente ridimensionato la caratteristica abitudine nazionale del pranzo a casa spingendo verso un deciso incremento della ristorazione fuori casa in tutte le sue diverse accezioni, in particolare nel canale horeca. Il forte invecchiamento demografico (in base all'ultima simulazione demografica Istat fino al 2050, la popolazione con più di 65 anni tenderà ad aumentare, tanto che dal 20,5% odierno arriverà circa al 33,5% nel 2050) sta iniziando a favorire l'affermazione di diete legate ad esigenze di salute e l'attitudine verso cibi più sicuri e maggiormente salubri. Un altro deciso fattore di cambiamento attiene alla composizione delle famiglie, che in Italia tendono ad avere una prevalente struttura mononucleare (più di un quarto di esse è costituito da persone sole). Resta poi da considerare un altro elemento demografico molto importante, l'aumento dell'immigrazione. L'Italia, infatti, negli ultimi anni ha subito gradualmente un'inversione di tendenza, trasformandosi da Paese con alti flussi di emigrazione a Paese d'immigrazione. Questa tendenza è destinata a crescere, dal momento che la presenza degli stranieri nel nostro Paese continuerà a incrementarsi nel corso dei prossimi cinquant'anni. Il ricongiungimento familiare sta dando luogo ad una più forte presenza di giovani donne immigrate, il che contribuisce all'affermazione di un'alimentazione diversificata, introducendo nuovi cibi caratteristici dei Paesi di origine ma favorendo anche un graduale approccio di questi nuovi consumatori allo stile alimentare nazionale; in termini di nuove tecnologie questo implica l'aumento di importanza di tecniche di conservazione degli alimenti.
A tutte queste spinte l'industria è in grado di rispondere con soluzioni e proposte assolutamente al passo con i tempi riuscendo ad interpretare le diverse esigenze dei consumatori moderni. Attualmente si registra una decisa preferenza dei consumatori italiani per prodotti nei quali la componente di servizio è decisamente alta. Emergono nuovi consumi alimentari, tanto che circa un quarto del fatturato dell'industria alimentare (ben il 24% pari a 28,8 miliardi di euro) è rappresentato proprio da prodotti che presentano un alto contenuto di innovazione: la gamma del cosiddetto 'tradizionale evoluto' (tra cui troviamo, come è ovvio, le molteplici referenze di prodotti surgelati). Si tratta di un dato di notevole importanza dal momento che poco più di 20 anni fa la situazione era ben diversa, con l'alimentare classico che copriva l'85 per cento del totale ed il "tradizionale evoluto" che, con un 15 per cento, cominciava timidamente ad affacciarsi nei consumi degli italiani. Ciò significa che nell'arco di un quarto di secolo l'aumento percentuale di questi prodotti ammonta a circa il 50 per cento.
La spesa attuale si orienta con sempre maggior decisione verso la rapidità e la facilità del consumo e predilige prodotti legati alle nuove modalità di fruizione dei pasti che portano ad una accelerazione della fase domestica di preparazione delle pietanze.
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