Gli sprechi alimentari domestici

Oggi sprechiamo oltre il 30% del cibo prodotto per il consumo umano. Lo spreco attraversa l’intera filiera. Va dagli scarti di produzione a quelli della distribuzione, fino all’elevato spreco domestico che avviene nelle famiglie. È un vero paradosso, mentre il pianeta vive un’importante emergenza alimentare e buona parte del mondo attraversa gravi difficoltà economiche.

Spreco alimentare: i numeri in Europa e in Italia

Nel 2026 ogni italiano getta in media 554 grammi di cibo a settimana, secondo i dati Waste Watcher diffusi da IIAS.

Allargando lo sguardo, ogni anno i paesi industrializzati gettano 222 milioni di tonnellate di cibo (fonte: Barilla CFN). Nella sola Europa la quantità arriva a 89 milioni di tonnellate, cioè 18 kg pro capite. L’Italia pesa per circa il 10%, con 8,8 milioni di tonnellate di cibo sprecato all’anno. Sono 27 kg pro capite, pari a una perdita di 454 euro all’anno per famiglia.

Dove si spreca: dalla filiera alle famiglie

Gli sprechi alimentari avvengono lungo tutta la filiera del cibo. In Europa il 39% si concentra nella prima trasformazione industriale, il 5% nella distribuzione e il 42% tra vendita finale e consumo domestico. La crisi economica che attanaglia l’Europa e il nostro Paese sta contribuendo a ridurre in parte lo spreco. Oggi il consumatore italiano fa più attenzione a ciò che butta nella spazzatura.

Gli ultimi studi evidenziano che il 57% delle famiglie italiane ha ridotto gli sprechi. Come? Con una spesa più oculata (47% degli intervistati), comprando meno (31%), riutilizzando gli avanzi (24%) e con una maggiore attenzione alla data di scadenza (18%). Eppure circa il 43% del cibo conservato in frigorifero o in freezer finisce ancora nella spazzatura (fonte: Last Minute Market).

Il ruolo dei surgelati contro lo spreco domestico

Su quest’ultimo dato, che riguarda lo spreco domestico, vogliamo concentrare la nostra analisi. Qual è, o potrebbe essere, il ruolo dei surgelati nell’aiutare il consumatore a ridurre gli sprechi alimentari?

Una prima risposta arriva dall’indagine dell’Osservatorio Waste Watcher per IIAS (aprile 2025). Dei 667,4 grammi di cibo che ogni italiano buttava a settimana, solo 14,9 grammi riguardavano i surgelati: appena il 2,2%. Il motivo sta nelle loro caratteristiche: durano a lungo, si porzionano con facilità e arrivano già puliti e pronti all’uso. Così in cucina si utilizza tutto ciò che si acquista.